PARCO STORICO VILLA ROSSI

Il giardino romantico più bello d'Italia

orari di apertura del Parco Storico

Sabato: 14,30 – 18,30  – Domenica e festivi: 10,00 – 18,30

visita il sito del parco Rossi

http://www.parcorossi.it/

L’ingresso è gratuito

Il Parco della Villa di Alessandro Rossi è di proprietà del Comune di Santorso e del Comune di Schio. Vanta un notevole pregio naturalistico e di “architettura verde” tra le più belle d’Italia. Splendido giardino romantico, con percorsi ricchi di attenti studi e riflessioni architettoniche e botaniche che danno a questo luogo un tocco raffinato di armonia dei sensi.

La Cooperativa attualmente ne cura la manutenzione,  ma nel 1993  quando ancora  era proprietà della Casa di Schio,  ha  provveduto con un grande sforzo di buona volontà e  di  gratuità con i suoi soci e con l’aiuto del gruppo Alpini di Santorso,  tramite  una specifica convenzione,  alla sistemazione del  bene che  versava in quegli anni in un completo stato di degrado,  tanto da renderlo inacessibile a qualsiasi tipo di visita.

Cenni  storici

Il Parco di Villa Rossi, sorge a Santorso sulle pendici del Monte Summano. La sua costruzione comincia nel 1865 quando il noto industriale di Schio, Alessandro Rossi, acquistò l’antica villa settecentesca con l’annessa chiesetta ed una notevole estensione di terreno circostante per farne un’Oasi di  Pace la propria “dimora di campagna”

Taxodium  Villa Rossi
Parco di Villa Rossi  - Vasca circolare

L’obiettivo della cooperativa era quello, come  ancor oggi,   di creare opportunità di lavoro e inserimento sociale per persone disabili   e di rendere un  bene così straordinario  visitabile  al pubblico,  in un disegno complessivo di riqualificazione del Parco – Podere – Villa Rossi, dove già da una decina di anni la cooperativa  svolgeva la sua attività di inserimento lavorativo lavorativo di persone in disagio tramite l’attività di floricoltura e manutenzione  giardini.

Il parco attualmente,  con la costruzione della strada di via Santa Maria, avvenuta ormai 10 anni fa,  non  ha  un  collegamento diretto con  l’Oasi Rossi;   si raggiunge  uscendo dal cancello a sud dell’Oasi Rossi  e salendo verso il centro di Santorso costeggiando la siepe  di via Salzena.

Nel parco  dal 2016 è  stato attuato  un ulteriore  intervento  dal Comune di Santorso per migliorarne l’accessibilità a persone con  disabilità ed inoltre è stato inserito un percorso con 19 tappe multimediali che permettono di conoscerne la storia e il suo  straordinario valore botanico, architettonico.

Invitiamo tutti i nostri  visitatori a  visitarlo! E’ un  luogo  straordinario!

Villa Rossi Vista nel parco dalla  camera da letto di Alessandro Rossi

Descrizione

Il Parco di Villa Rossi costituisce uno dei più significativi parchi romantici di fine ottocento e come tale, si presta molto poco all’individuazione al suo interno di un percorso logicamente ben definito. Con il suo svolgersi di vialetti sinuosi, interrotti ora da ampi spazi erbosi, ora da finte rovine, ora da specchi d’acqua, mira più a stupire il visitatore nel “suo vagare meravigliato” che non a indirizzarlo verso punti precisi di particolare importanza. È possibile tuttavia tracciare un percorso ideale che faciliti l’esplorazione del Parco. Detto percorso inizia presso l’ingresso sud, caratterizzato da una maestosa cancellata di ghisa che conduce immediatamente al laghetto più grande del giardino, il quale conferisce il nome all’intera parte inferiore del parco detto appunto “del laghetto”. Esso è circondato da una serie imponente di piante secolari, tra cui un Pino himalaiano dal particolare portamento, alcuni cipressi del Portogallo e soprattutto i maestosi Tassodi, caratterizzati da radici aeree (pneumatofori) affioranti e di dimensioni rarissime e vedersi.

 

Proseguendo il cammino verso destra si percorre il viale degli ippocastani che, lasciandosi a sinistra numerosi giochi d’acqua, conduce dapprima alla finta rovina denominata “casa dei camosci” e successivamente ai rustici in stile svizzero destinati ad accogliere l’abitazione del custode e gli arnesi del lavoro dei giardinieri. Nelle vicinanze si trova una serra in vetro dotata di un modernissimo sistema di riscaldamento a letto caldo. Proseguendo verso il lato est del parco si segnala il sedile in pietra, molto interessante, sia per la trifora dello schienale, sia per la raffinatezza della decorazione floreale, sia per il motivo zoomorfo delle aquile laterali; il tutto assecondato da altri specchi d’acqua posti su vari livelli e collegati da piacevoli cascatelle. Salendo lungo il sentiero principale si arriva alla parte più formale dell’intero complesso: la cosiddetta vasca circolare. Si tratta di un breve spazio pianeggiante che accoglie una vasca circolare contornata da siepi di bosso sistemate secondo un rigido schema geometrico. Sullo sfondo robusti pilastri in pietra sostengono le tre arcate con cui termina la galleria che conduce alla villa (ora chiusa). Su di esse risaltano i tre medaglioni raffiguranti i simboli dell’ industria e dell’agricoltura. Di qui, lungo un sentiero tortuoso e romanticamente delimitato lungo l’altra mura del parco da finte roccette, si giunge ad un particolarissimo tempietto decorato all’interno in stile neopompeiano e sistemato all’esterno in modo da sembrare di finta rovina. All’interno ospita un acquario alimentato dalla stessa acqua che scorre in tutto il resto del parco. A questo punto ci si trova in posizione sovrastante al laghetto e quindi in prossimità dell’uscita.

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